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Alan Curtis, direttore musicale e cembalo —
Nato in Michigan (U.S.A.), Alan Curtis ha insegnato per diversi anni presso la celebre University of California (Berkeley). Attualmente vive in Europa dove suona e dirige concerti e opere liriche.
I suoi interessi musicali relativi al melodramma spaziano da Monteverdi a Mozart, e sulla rivista «Orpheus» (Berlino), si è parlato di lui come di un «avanguardista della musica antica». Già da studente, negli anni '50, fu il primo ad affrontare i problemi interpretativi dei preludi non misurati per clavicembalo di Louis Couperin e in breve tempo si è affermato come un pioniere del ritorno agli strumenti originali ed alla prassi esecutiva filologica delle opere barocche.
La sua ‘restituzione’ radicalmente nuova de L'incoronazione di Poppea fu ascoltata per la prima volta a Berkeley (California) negli anni '60, e poi allestita con grande successo in una serie di produzioni, ad Amsterdam, Bruxelles, Spoleto, Innsbruck e alla Fenice di Venezia, poi pubblicata da Novello (Londra, 1989). Nel 2011 ha nuovamente diretto lo stesso titolo, con un elegante allestimento di Pier Luigi Pizzi, al Maggio Musicale Fiorentino.
Molte tra le sue incisioni discografiche hanno ottenuto importanti riconoscimenti e premi: l'Admeto di Handel, la Susanna di Stradella, l'Erismena di Cavalli, i Pièces de clavecin di Louis Couperin (Archiv), le Variazioni Goldberg (Angel Studio Series) e le Suite Francesi e Inglesi (Teldec) di Bach. Tra le sue produzioni vanno annoverate quasi una centinaia di incisioni discografiche.
In collaborazione con la coreografa Shirley Wynne, è stato il primo a riportare sulle scene le opere di Rameau con strumenti e coreografie originali.
Il recupero rigorosamente filologico del Sant'Alessio di Landi, con riproduzione esatte delle scene originali attribuite a Pietro da Cortona, a Roma ed Innsbruck nel 1981, ha raccolto grandi consensi come anche le tre diverse produzioni della prima riproposta di Jommelli in tempi moderni: La schiava liberata (Amsterdam '82 ed '84; Napoli, S. Carlo '84; Festival di Berkeley '90), titolo che Curtis dirigerà in una delle prossime stagioni al Theater an der Wien.
A lui si devono anche le esecuzioni in prima moderna della Semiramide di Cesti (Innsbruck '87) e del Tito (Innsbruck '83; Venezia e Torino '84) dello stesso autore - la sua edizione di quest’opera è stata pubblicata da Novello (Londra, 2004) - e del Rodrigo di Handel, quest'ultimo ripresentato, per la prima volta dopo che lo stesso Handel lo offrì ai Medici nel 1707, ad Innsbruck, Madeira e Lisbona nel 1984 e riproposto nel 1997 a Siena per l'Accademia Musicale Chigiana, dove è stato anche registrato Virgin Classics, con grande consenso di critica e pubblico.
La finta pazza di Francesco Sacrati, la prima opera rappresentata in Francia e per lungo tempo creduta perduta, ha avuto ad opera di Curtis la sua riscoperta in una produzione della Fenice di Venezia, che l'ha messa in scena, nel luglio dell'87, in un ‘teatro barocco’ costruito per l'occasione in Campo Pisani.
Ha diretto inoltre tre allestimenti dell'Armide di Gluck: il primo al Teatro Bibiena di Bologna nel 1984-1985 e l'ultimo al Théâtre Musical de Paris (Châtelet), nel marzo 1987, con la sua orchestra di strumenti originali.
Grande successo hanno riscontrato tre diverse produzioni dell'Ariodante di Handel (Milano, La Scala '81 e '82 e Reggio Emilia '82 con Pier Luigi Pizzi; Innsbruck '82 e Wexford '85), Il Giustino di Vivaldi (per il quarto centenario del Teatro Olimpico di Vicenza, ed in seguito portato a Versailles, Venezia, Milano, Buenos Aires, Houston, Ludwigshafen, Solothurn e nel 2001 a Rotterdam dove è stato registrato per Virgin), Il Re pastore di Mozart (allestito per la prima volta a Lisbona nell'86 con Pier Luigi Pizzi), Paride ed Elena di Gluck (Vicenza), Gli Orazi e Curiazi di Cimarosa (Roma e Lisbona) e Floridante di Haendel (riproposto nel 2005 al Festival Barocco di Viterbo dove è stato registrato per Deutsche Grammophon-Archiv). Nel 1991 ha diretto Il Ritorno d'Ulisse in patria di Monteverdi (già precedentemente presentato ad Amsterdam e Lisbona) nel settecentesco Teatro Bibiena di Siena, ripreso nel 1993 per le celebrazioni monteverdiane a Treviso e al Semperoper di Dresda e nuovamente nel 2005 ad Oslo. Di questo capolavoro seicentesco Curtis ha anche curato una nuova edizione per Novello (Londra, 2002).
Per il centenario di Goldoni (1993) ha presentato, con la regia di Pier Luigi Pizzi, a La Fenice di Venezia la prima esecuzione moderna di Buovo d'Antona con musica del napoletano Traetta e libretto di Goldoni (edito in CD da Opus 111).
Ha inoltre diretto, con regia e allestimento di Pier'Alli, per il Teatro Massimo di Palermo Il ballo delle ingrate di Monteverdi e Dido and Aeneas di Purcell (1994) e per il Teatro Filarmonico di Verona La fida ninfa di Vivaldi (1995). Nel 1996, con la regia di Luciano Alberti, ha diretto l'Euridice di Peri nella sfarzosa cornice del giardino di Villa Demidoff a Pratolino (Firenze).
Nel 1995 ha collaborato, insieme al suo ensemble Il Complesso Barocco, con il regista Werner Herzog per il film, Morte a cinque voci, vincitore del Prix Italia 1996 e del Premio Rembrandt (Amsterdam 1996) dedicato alla figura di Carlo Gesualdo da Venosa.
Due produzioni riguardano la prima ripresa in tempi moderni di due opere seicentesche: La liberazione di Ruggero dall' isola di Alcina dovuta a Francesca Caccini, presentata al Teatro Metastasio di Prato (1998), e La patienza di Socrate con due mogli di Antonio Draghi allestita per la Sagra musicale malatestiana (1998).
Nel 2000 è stato invitato a Halle per aprire l'Haendel-Festspiel con un Concerto di Gala e dirigere una nuova produzione di Radamisto con la regia di Lindy Hume. Sempre su musica di Haendel erano le prime assolute italiane di Arminio (International Handel Recording Prize 2002), presentato al Festival di Solothurn (Svizzera), in seguito all'Accademia Chigiana di Siena e con grande successo al Concertgebouw di Amsterdam e Deidamia prodotta nel 2002 sempre dall'istituzione senese e registrata per Virgin Classics (Preis der Deutschen Schallplattenkritik 2003 e International Handel Recording Prize 2004). Il ciclo delle opere handeliane prosegue con Radamisto (Viterbo e Vienna 2003 e registrata per Virgin Classics), con Rodelinda (Deutsche Grammophon-Archiv) presentata a Vienna, Londra, Bilbao e Viterbo, Lotario (BMG Harmonia Mundi) per il Festival handeliano di Goettingen, Tolomeo (DGG-Archiv) eseguito a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées, Madrid e Valladolid, Giove in Argo portata nel 2007 ai festival di Goettingen, Halle e Hannover, Alcina (DGG-Archiv) eseguita in versione di concerto nel 2007 al Théâtre de Poissy (Parigi), alla Sala Verdi di Milano (per MITO) e al Festival Barocco di Viterbo, Ezio (DGG-Archiv) egualmente prodotto per MITO (Torino, Sala Verdi) e il Théâtre de Poissy nel 2008. Ampio successo ha anche riscosso l'allestimento scenico di Fernando re di Castiglia nel 2005 al Sao Carlos a Lisbona, all'Opera di St. Gallen e al Festival dei Due Mondi di Spoleto e pubblicato in CD nel gennaio 2007 (Virgin).
Due recenti produzioni si sono concentrate sulle opere di Vivaldi con la ricostruzione di Alessandro Ciccolini: Motezuma (registrato in prima mondiale per DGG-Archiv), capolavoro ritenuto perduto e restituito al pubblico da Curtis e allestito nel 2007, con la regia di Stefano Vizioli, in più riprese al Teatro Sao Carlos di Lisbona, al Teatro Arriaga di Bilbao, all’Hessisches Staatstheater di Wiesbaden, ai Teatri Comunali di Modena, Piacenza e Ferrara (dove è stato filmato in DVD per Dynamic), nonché presentato in forma di concerto a Parigi (Théâtre des Champs-Élysées), a Vienna (Theater an der Wien), Siviglia (Teatro de la Maestranza) e Valladolid; l’Ercole sul Termodonte, presentato con regia scene e costumi di John Pascoe al Festival di Spoleto 2006 e prodotto in DVD per Dynamic.
Per il 50° anniversario dello stesso Festival nel 2007, Curtis è stato impegnato in una nuova produzione di Ariodante di Handel sempre concepita da Pascoe e documentata in DVD da Dynamic.
Il suo interesse per Gluck si è rinnovato di recente con l’Ezio, opera su libretto di Pietro Metastasio, presentata nel 2008 a Vienna (Theater an der Wien) e al Théâtre de Poissy e di recente immesso sul mercato (2011) in CD per Virgin Classics. Lo stesso titolo, ma su musica di Jommelli è stato ripresentato nel 2009 a Santiago di Compostela ed egualmente documentato in una registrazione di prossima uscita.
Numerosi impegni hanno segnato nel 2009 la sua agenda, in occasione delle celebrazioni per l'anniversario dei 250 anni dalla scomparsa di Handel: in particolare ha diretto nuove produzioni di Agrippina, Berenice (registrata per Virgin Classics), Theodora, nonché la registrazione di Ariodante con Joyce DiDonato nel ruolo di titolo per Virgin Classics. Quest’ultimo capolavoro è stato presentato con strepitoso successo nel 2011-12 a Parigi (Théâtre des Champs-Élysées), Londra (Barbican Center), Amsterdam (Concertgebouw), Vienna (Theater an der Wien), Madrid (Auditorio Nacional de Mùsica), Baden Baden (Festspielhaus), Rotterdam (de Doelen), Versailles (Opéra Royal), Bucarest (Ateneul Român per il Festival George Enescu), Torino (Sala Verdi per MITO), Braunschweig (Staatstheater), Eindhoven (Muziekgebouw Frits Philips).
Sei nuove incisioni arricchiscono il suo catalogo handeliano: Giove in Argo, un inedito ‘pasticcio’ di prossima immissione sul mercato, e un’antologia di arie e duetti da opere del compositore sassone intorno al tema del ‘bestiario’, con testi di Donna Leon, prodotto dalla casa editrice Diogenes di Zurigo. Entrambe le due produzioni sono state presentate nel 2010-11 con tour di concerti in diverse sedi, tra cui Vienna (Theater an der Wien), La Coruña (Palacio de la Opera), Madrid (Teatro de la Zarzuela) e Brema (Musikfest Bremen). A queste si aggiungono un’antologia di brani inediti, Hidden Handel, con Ann Hallenberg, di imminente uscita, un programa di arie e duetti da oratori, Streams of Pleasure, con Karina Gauvin e Marie-Nicole Lemieux (Naïve 2011) e Giulio Cesare (Naïve 2012), uno dei più noti ed eseguiti lavori per il teatro del compositore sassone presentato dal Complesso Barocco con un tour di concerti. Infine, la collaborazione con la scrittrice Donna Leon si è consolidata in un’altra raccolta, imperniata intorno al tema della mitologia antica, di prossima pubblicazione per Diogenes.
La ricorrenza del centenario della morte di Domenico Scarlatti (2007), autore per altro già sondato da Curtis con Le lettere amorose registrate con Patrizia Ciofi e Anna Bonitatibus per Virgin, ha invece occasionato la produzione di Tolomeo e Alessandro ovvero La corona disprezzata, presentata ai Festivals di Montisi e Santiago di Compostela e a Madrid e registrata per DGG.
Nel luglio del 2012 Curtis ha registrato un programma con Joyce DiDonato dal titolo Drama Queens che include alcuni inediti da lui ritrovati. Progetti futuri riguardano la registrazione di Catone in Utica di Antonio Vivaldi e nel 2014 due opere, recentemente riscoperte, di Gluck.
Alan Curtis
Nato in Michigan (U.S.A.), Alan Curtis ha insegnato per diversi anni presso la celebre University of California (Berkeley). Attualmente vive in Europa dove suona e dirige concerti e opere liriche.
I suoi interessi musicali relativi al melodramma spaziano da Monteverdi a Mozart, e sulla rivista «Orpheus» (Berlino), si è parlato di lui come di un «avanguardista della musica antica». Già da studente, negli anni '50, fu il primo ad affrontare i problemi interpretativi dei preludi non misurati per clavicembalo di Louis Couperin e in breve tempo si è affermato come un pioniere del ritorno agli strumenti originali ed alla prassi esecutiva filologica delle opere barocche.
La sua ‘restituzione’ radicalmente nuova de L'incoronazione di Poppea fu ascoltata per la prima volta a Berkeley (California) negli anni '60, e poi allestita con grande successo in una serie di produzioni, ad Amsterdam, Bruxelles, Spoleto, Innsbruck e alla Fenice di Venezia, poi pubblicata da Novello (Londra, 1989). Nel 2011 ha nuovamente diretto lo stesso titolo, con un elegante allestimento di Pier Luigi Pizzi, al Maggio Musicale Fiorentino.
Molte tra le sue incisioni discografiche hanno ottenuto importanti riconoscimenti e premi: l'Admeto di Handel, la Susanna di Stradella, l'Erismena di Cavalli, i Pièces de clavecin di Louis Couperin (Archiv), le Variazioni Goldberg (Angel Studio Series) e le Suite Francesi e Inglesi (Teldec) di Bach. Tra le sue produzioni vanno annoverate quasi una centinaia di incisioni discografiche.
In collaborazione con la coreografa Shirley Wynne, è stato il primo a riportare sulle scene le opere di Rameau con strumenti e coreografie originali.
Il recupero rigorosamente filologico del Sant'Alessio di Landi, con riproduzione esatte delle scene originali attribuite a Pietro da Cortona, a Roma ed Innsbruck nel 1981, ha raccolto grandi consensi come anche le tre diverse produzioni della prima riproposta di Jommelli in tempi moderni: La schiava liberata (Amsterdam '82 ed '84; Napoli, S. Carlo '84; Festival di Berkeley '90), titolo che Curtis dirigerà in una delle prossime stagioni al Theater an der Wien.
A lui si devono anche le esecuzioni in prima moderna della Semiramide di Cesti (Innsbruck '87) e del Tito (Innsbruck '83; Venezia e Torino '84) dello stesso autore - la sua edizione di quest’opera è stata pubblicata da Novello (Londra, 2004) - e del Rodrigo di Handel, quest'ultimo ripresentato, per la prima volta dopo che lo stesso Handel lo offrì ai Medici nel 1707, ad Innsbruck, Madeira e Lisbona nel 1984 e riproposto nel 1997 a Siena per l'Accademia Musicale Chigiana, dove è stato anche registrato Virgin Classics, con grande consenso di critica e pubblico.
La finta pazza di Francesco Sacrati, la prima opera rappresentata in Francia e per lungo tempo creduta perduta, ha avuto ad opera di Curtis la sua riscoperta in una produzione della Fenice di Venezia, che l'ha messa in scena, nel luglio dell'87, in un ‘teatro barocco’ costruito per l'occasione in Campo Pisani.
Ha diretto inoltre tre allestimenti dell'Armide di Gluck: il primo al Teatro Bibiena di Bologna nel 1984-1985 e l'ultimo al Théâtre Musical de Paris (Châtelet), nel marzo 1987, con la sua orchestra di strumenti originali.
Grande successo hanno riscontrato tre diverse produzioni dell'Ariodante di Handel (Milano, La Scala '81 e '82 e Reggio Emilia '82 con Pier Luigi Pizzi; Innsbruck '82 e Wexford '85), Il Giustino di Vivaldi (per il quarto centenario del Teatro Olimpico di Vicenza, ed in seguito portato a Versailles, Venezia, Milano, Buenos Aires, Houston, Ludwigshafen, Solothurn e nel 2001 a Rotterdam dove è stato registrato per Virgin), Il Re pastore di Mozart (allestito per la prima volta a Lisbona nell'86 con Pier Luigi Pizzi), Paride ed Elena di Gluck (Vicenza), Gli Orazi e Curiazi di Cimarosa (Roma e Lisbona) e Floridante di Haendel (riproposto nel 2005 al Festival Barocco di Viterbo dove è stato registrato per Deutsche Grammophon-Archiv). Nel 1991 ha diretto Il Ritorno d'Ulisse in patria di Monteverdi (già precedentemente presentato ad Amsterdam e Lisbona) nel settecentesco Teatro Bibiena di Siena, ripreso nel 1993 per le celebrazioni monteverdiane a Treviso e al Semperoper di Dresda e nuovamente nel 2005 ad Oslo. Di questo capolavoro seicentesco Curtis ha anche curato una nuova edizione per Novello (Londra, 2002).
Per il centenario di Goldoni (1993) ha presentato, con la regia di Pier Luigi Pizzi, a La Fenice di Venezia la prima esecuzione moderna di Buovo d'Antona con musica del napoletano Traetta e libretto di Goldoni (edito in CD da Opus 111).
Ha inoltre diretto, con regia e allestimento di Pier'Alli, per il Teatro Massimo di Palermo Il ballo delle ingrate di Monteverdi e Dido and Aeneas di Purcell (1994) e per il Teatro Filarmonico di Verona La fida ninfa di Vivaldi (1995). Nel 1996, con la regia di Luciano Alberti, ha diretto l'Euridice di Peri nella sfarzosa cornice del giardino di Villa Demidoff a Pratolino (Firenze).
Nel 1995 ha collaborato, insieme al suo ensemble Il Complesso Barocco, con il regista Werner Herzog per il film, Morte a cinque voci, vincitore del Prix Italia 1996 e del Premio Rembrandt (Amsterdam 1996) dedicato alla figura di Carlo Gesualdo da Venosa.
Due produzioni riguardano la prima ripresa in tempi moderni di due opere seicentesche: La liberazione di Ruggero dall' isola di Alcina dovuta a Francesca Caccini, presentata al Teatro Metastasio di Prato (1998), e La patienza di Socrate con due mogli di Antonio Draghi allestita per la Sagra musicale malatestiana (1998).
Nel 2000 è stato invitato a Halle per aprire l'Haendel-Festspiel con un Concerto di Gala e dirigere una nuova produzione di Radamisto con la regia di Lindy Hume. Sempre su musica di Haendel erano le prime assolute italiane di Arminio (International Handel Recording Prize 2002), presentato al Festival di Solothurn (Svizzera), in seguito all'Accademia Chigiana di Siena e con grande successo al Concertgebouw di Amsterdam e Deidamia prodotta nel 2002 sempre dall'istituzione senese e registrata per Virgin Classics (Preis der Deutschen Schallplattenkritik 2003 e International Handel Recording Prize 2004). Il ciclo delle opere handeliane prosegue con Radamisto (Viterbo e Vienna 2003 e registrata per Virgin Classics), con Rodelinda (Deutsche Grammophon-Archiv) presentata a Vienna, Londra, Bilbao e Viterbo, Lotario (BMG Harmonia Mundi) per il Festival handeliano di Goettingen, Tolomeo (DGG-Archiv) eseguito a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées, Madrid e Valladolid, Giove in Argo portata nel 2007 ai festival di Goettingen, Halle e Hannover, Alcina (DGG-Archiv) eseguita in versione di concerto nel 2007 al Théâtre de Poissy (Parigi), alla Sala Verdi di Milano (per MITO) e al Festival Barocco di Viterbo, Ezio (DGG-Archiv) egualmente prodotto per MITO (Torino, Sala Verdi) e il Théâtre de Poissy nel 2008. Ampio successo ha anche riscosso l'allestimento scenico di Fernando re di Castiglia nel 2005 al Sao Carlos a Lisbona, all'Opera di St. Gallen e al Festival dei Due Mondi di Spoleto e pubblicato in CD nel gennaio 2007 (Virgin).
Due recenti produzioni si sono concentrate sulle opere di Vivaldi con la ricostruzione di Alessandro Ciccolini: Motezuma (registrato in prima mondiale per DGG-Archiv), capolavoro ritenuto perduto e restituito al pubblico da Curtis e allestito nel 2007, con la regia di Stefano Vizioli, in più riprese al Teatro Sao Carlos di Lisbona, al Teatro Arriaga di Bilbao, all’Hessisches Staatstheater di Wiesbaden, ai Teatri Comunali di Modena, Piacenza e Ferrara (dove è stato filmato in DVD per Dynamic), nonché presentato in forma di concerto a Parigi (Théâtre des Champs-Élysées), a Vienna (Theater an der Wien), Siviglia (Teatro de la Maestranza) e Valladolid; l’Ercole sul Termodonte, presentato con regia scene e costumi di John Pascoe al Festival di Spoleto 2006 e prodotto in DVD per Dynamic.
Per il 50° anniversario dello stesso Festival nel 2007, Curtis è stato impegnato in una nuova produzione di Ariodante di Handel sempre concepita da Pascoe e documentata in DVD da Dynamic.
Il suo interesse per Gluck si è rinnovato di recente con l’Ezio, opera su libretto di Pietro Metastasio, presentata nel 2008 a Vienna (Theater an der Wien) e al Théâtre de Poissy e di recente immesso sul mercato (2011) in CD per Virgin Classics. Lo stesso titolo, ma su musica di Jommelli è stato ripresentato nel 2009 a Santiago di Compostela ed egualmente documentato in una registrazione di prossima uscita.
Numerosi impegni hanno segnato nel 2009 la sua agenda, in occasione delle celebrazioni per l'anniversario dei 250 anni dalla scomparsa di Handel: in particolare ha diretto nuove produzioni di Agrippina, Berenice (registrata per Virgin Classics), Theodora, nonché la registrazione di Ariodante con Joyce DiDonato nel ruolo di titolo per Virgin Classics. Quest’ultimo capolavoro è stato presentato con strepitoso successo nel 2011-12 a Parigi (Théâtre des Champs-Élysées), Londra (Barbican Center), Amsterdam (Concertgebouw), Vienna (Theater an der Wien), Madrid (Auditorio Nacional de Mùsica), Baden Baden (Festspielhaus), Rotterdam (de Doelen), Versailles (Opéra Royal), Bucarest (Ateneul Român per il Festival George Enescu), Torino (Sala Verdi per MITO), Braunschweig (Staatstheater), Eindhoven (Muziekgebouw Frits Philips).
Sei nuove incisioni arricchiscono il suo catalogo handeliano: Giove in Argo, un inedito ‘pasticcio’ di prossima immissione sul mercato, e un’antologia di arie e duetti da opere del compositore sassone intorno al tema del ‘bestiario’, con testi di Donna Leon, prodotto dalla casa editrice Diogenes di Zurigo. Entrambe le due produzioni sono state presentate nel 2010-11 con tour di concerti in diverse sedi, tra cui Vienna (Theater an der Wien), La Coruña (Palacio de la Opera), Madrid (Teatro de la Zarzuela) e Brema (Musikfest Bremen). A queste si aggiungono un’antologia di brani inediti, Hidden Handel, con Ann Hallenberg, di imminente uscita, un programa di arie e duetti da oratori, Streams of Pleasure, con Karina Gauvin e Marie-Nicole Lemieux (Naïve 2011) e Giulio Cesare (Naïve 2012), uno dei più noti ed eseguiti lavori per il teatro del compositore sassone presentato dal Complesso Barocco con un tour di concerti. Infine, la collaborazione con la scrittrice Donna Leon si è consolidata in un’altra raccolta, imperniata intorno al tema della mitologia antica, di prossima pubblicazione per Diogenes.
La ricorrenza del centenario della morte di Domenico Scarlatti (2007), autore per altro già sondato da Curtis con Le lettere amorose registrate con Patrizia Ciofi e Anna Bonitatibus per Virgin, ha invece occasionato la produzione di Tolomeo e Alessandro ovvero La corona disprezzata, presentata ai Festivals di Montisi e Santiago di Compostela e a Madrid e registrata per DGG.
Nel luglio del 2012 Curtis ha registrato un programma con Joyce DiDonato dal titolo Drama Queens che include alcuni inediti da lui ritrovati. Progetti futuri riguardano la registrazione di Catone in Utica di Antonio Vivaldi e nel 2014 due opere, recentemente riscoperte, di Gluck.
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